Reddito di cittadinanza: ecco chi può dire no alle offerte di lavoro

Reddito di cittadinanza: ecco chi può dire no alle offerte di lavoro
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Il reddito di cittadinanza è una prestazione assistenziale e di contrasto alla povertà che viene erogata a soggetti che rientrano in determinati limiti e vincoli. Non rispettare le condizioni previste porta alla revoca del beneficio. E lo stesso effetto produce il rifiuto di determinate offerte di lavoro. Anzi, questo rischio potrebbe diventare maggiore per via di alcune modifiche che il governo vorrebbe introdurre. Pare che anche una sola offerta di lavoro non accettata potrebbe portare alla revoca del beneficio.

Come funziona l’offerta di lavoro che rischia di far perdere il reddito di cittadinanza

Pare che sono oltre 600mila i beneficiari del redito di cittadinanza che rischiano di perdere il sussidio se non accettano le offerte di lavoro prodotte dagli uffici del collocamento. Infatti a tale numero ammontano i soggetti cosiddetti occupabili. I beneficiari del reddito di cittadinanza in totale sono oltre 2,5 milioni, ma la maggior parte sono persone che non possono ricevere offerte di lavoro. Solo quelli occupabili hanno l’obbligo di rispettare i vincoli, e probabilmente avranno l’obbligo di rispettare anche quelli nuovi.

Offerte di lavoro reddito di cittadinanza, le regole generali

Le regole da seguire per non rischiare di perdere il reddito di cittadinanza sono state inserite nel decreto n°4/2019, il cosiddetto “Decretone” che tra l’altro aveva previsto insieme a pensione e reddito di cittadinanza pure la quota 100. L’offerta di lavoro per diventare non rifiutabile deve essere “congrua”. Nei primi 12 mesi di incasso, il beneficiario occupabile non può rifiutare una offerta che arriva per un lavoro entro 100 Km dal proprio domicilio o da un sito che lui stesso può raggiungere con mezzi di trasporto pubblici in 100 minuti. La distanza da casa sale a 250 Km se trattasi di seconda proposta di lavoro e diventa da tutto il territorio nazionale per la terza offerta. Salta la prima fattispecie di proposta decorsi 12 mesi di fruizione del beneficio. Infatti a quel punto la prima offerta può arrivare già da 250 Km di distanza. Decorsi i primi 18 mesi, l’offerta non rifiutabile può arrivare da tutta Italia. E su questo che batte il nuovo governo, che vorrebbe rendere irrinunciabile fin da subito qualsiasi proposta da qualsiasi parte dello Stivale.

Chi non è tenuto ad accettare le offerte e a sottoscrivere il patto di lavoro

Dichiarazione di immediata disponibilità (DID), così si chiama l’adempimento che devono sottoscrivere i beneficiari del reddito di cittadinanza per non perderlo. Si tratta del cosiddetto patto di lavoro. Il beneficiario del sussidio dichiara di essere disponibile ad accettare offerte di lavoro congrue come quelle prima descritte. Ed allo stesso tempo dichiara di essere disponibile a rispondere alle convocazioni del centro per l’impiego. Anche semplicemente per partecipare a corsi di formazione o di riqualificazione professionale. Va ricordato che sempre per la congruità della proposta, questa non deve essere lontana come mansioni e lavori da effettuare, rispetto al profilo del diretto interessato. Non devono sottoscrivere il patto di lavoro e quindi non sono tenuti ad accettare offerte di lavoro gli over 65, i disabili o chi assiste figli sotto i 3 anni di età o disabili a loro carico. Infine, nessun rischio a non accettare proposte per chi dimostra di essere impegnato in percorsi di studio o di formazione regolarmente riconosciuti dalle autorità.

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