Riforma pensioni 2024 modificando la legge Fornero: si potrebbe

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La riforma pensioni, secondo Brambilla, potrebbe prevedere solo qualche ritocco alla legge Fornero che la renda più dignitosa. Vediamo i suggerimenti dell’esperto.
pensione a 56 anni

Il 31 dicembre 2023 scadrà la quota 103 e si tornerebbe alla riforma Fornero. Proprio per questo motivo, ormai da mesi, si discute di una riforma pensioni che possa introdurre, a partire dall’inizio del nuovo anno, una misura che consenta la flessibilità in uscita.

Riforma pensioni e le proposte

Le proposte fino ad ora avanzate, in ogni caso, non fanno certamente pensare ad una riforma veloce del sistema di pensionamento in Italia riguardando, di fatto , solo misure che potrebbero in qualche modo tamponare in modo temporaneo il ritorno alla Fornero in attesa della quota 41 per tutti.

Si è parlato anche di una quota 41 non per tutti che potrebbe essere anche appetibile se non prevedesse penalizzazioni sull’assegno previdenziale.

Riforma pensioni cambiando la Fornero

La proposta ultima riguarderebbe una sorta di riforma che andrebbe soltanto a ritoccare l’attuale legge Fornero  rendendo più accessibili le misure. L’idea è di Alberto Brambilla, esperto di previdenza e presidente del Centro Stdi Itinerari Previdenziali.

Con le misure che si stanno ipotizzando, infatti, i lavoratori che non vogliono incorrere in penalizzazioni dovrebbero continuare a ricorrere inevitabilmente alla legge Fornero che, ricordiamo, richiede almeno 67 anni per la pensione di vecchiaia e almeno 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini che vogliono accedere alla pensione anticipata (per le donne sono richiesti 12 mesi di contributi in meno).

Secondo Brambilla uniformando i meccanismi retributivi, contributi e misti si potrebbe sortire il medesimo risultato di una salvaguardia. Intervenendo sui lavoratori che hanno iniziato la propria carriera a partire dal 1996, infatti, si potrebbe evitare il rischio di una pensione troppo bassa causata dal sistema contributivo puro (che ricordiamo non prevede neanche l’integrazione al minimo del trattamento previdenziale).

Ma il ritocco determinante potrebbe essere quello che riguarda l’aspettativa di vita che dovrebbe essere definitivamente cancellato per quel che riguarda il requisito contributivo per l’accesso alla pensione anticipata: l’aspettativa di vita, infatti, dovrebbe applicarsi solo all’età e non ai contributi.

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