Ape sociale Ape sociale

Si può andare in pensione con 30 anni di contributi?

Come funziona l’Ape sociale e quando possono bastare 30 anni di contributi per la pensione anticipata con questa misura.

Una carriera pari a 30 anni di contributi non da grandi chance di andare in pensione prima di aver compiuto i 67 anni di età. Molte delle misure di pensionamento anticipato oggi in vigore prevedono carriere molto più lunghe da centrare. Per le pensioni anticipate ordinarie servono in effetti carriera da 42,10 anni di contributi (41,10 anni per le donne). Per i precoci servono 41 anni di versamenti e per gli usuranti è necessario arrivare a 35 anni. Ma esiste anche l’Ape sociale. E questa è una misura che permette di anticipare la pensione di circa 4 anni e con “solo” 30 anni di contributi. L’Anticipo pensionistico sociale è una misura destinata solo a qualche lavoratore.

Ape sociale 2026, ecco quando bastano 30 anni di versamenti?

L’Ape sociale si rivolge a 4 categorie di contribuenti che sono gli invalidi, i caregivers, i disoccupati, gli invalidi e gli addetti al lavoro gravoso. Ma se consideriamo i 30 anni di contributi, solo 3 di queste 4 categorie possono uscire con l’Ape sociale.

Infatti ci sono dei contribuenti che dovranno arrivare a 36 anni di versamenti per poter uscire dal lavoro con l’Anticipo pensionistico sociale. I soggetti a cui 30 anni non bastano sono gli addetti ai lavori gravosi. Di conseguenza, disco verde per l’Ape sociale a solo a invalidi, caregivers e disoccupati se la carriera è pari a 30 anni di contributi. La pensione con 30 anni di contributi nel 2026 è quella concessa per il tramite dell’Ape sociale alle categorie prima citate. Per tutti è necessario arrivare almeno a 63,5 anni di età.

Per i disoccupati bisogna aver preso già tutta la Naspi spettante prima di poter presentare domanda di accesso all’Anticipo pensionistico sociale. Invece per i caregivers nel 2026 sarà necessario che ci sia convivenza da almeno 6 mesi con il familiare disabile grave bisognoso di assistenza.

Un familiare che può essere il coniuge o un genitore, oppure un parente o un affine fino al secondo grado, purché questi non abbiano genitori o coniugi o abbiano genitori o coniugi over 70 o invalidi a loro volta. Per gli invalidi civili invece serve il 74% di disabilità certificata dal verbale delle commissioni mediche invalidi civili dell’ASL.

Ecco le caratteristiche dell’Ape sociale

L’Ape sociale si prende solo fino a 67 anni di età e non può superare 1.500 euro al mese. Al compimento dei 67 anni l’interessato perde il diritto alla prestazione. E deve passare a prendere la pensione di vecchiaia ordinaria, sempre presentando domanda.

L’Ape sociale diventa quindi una sorta di ammortizzatore sociale. Una prestazione che tra l’altro non si adegua al tasso di inflazione, non prevede maggiorazioni, tredicesima, integrazioni al trattamento minimo e trattamenti di famiglia. Inoltre, non è reversibile e non permette a chi la prende, di svolgere altre attività lavorative fatta eccezione per il lavoro autonomo occasionale fino a 5.000 euro annui.