Stralcio, rottamazione e sanatoria, perché multe e tasse escluse?

Mario nava
cartelle esattoriali addio

La sanatoria delle cartelle è il provvedimento del Governo Meloni che dovrebbe dare ossigeno ai contribuenti indebitati con gli enti pubblici. Tra cartelle cancellate e rottamate, il provvedimento nasce in una veste mai utilizzata prima d’ora per provvedimenti di questo genere. Prima le sanatorie non arrivavano al presente o quasi come fa questa nuova misura. Per esempio la rottamazione delle cartelle si era fermata al 2017, escludendo quelle più nuove dalla possibilità di essere saldate. Adesso invece si arriva al 30 giungo 2022. In pratica, con due provvedimenti distinti, ma che fanno parte entrambi della tregua fiscale del Governo, un contribuente può definire la sua posizione relativa a tutte le cartelle tra il primo gennaio 2000 ed il 30 giugno 2022. Adesso però qualcosa rischia di essere ridotto, e parliamo di quelle cartelle relative a multe e tasse dei Comuni, alcune delle quali potrebbero essere escluse dalle sanatorie. Ecco le ultime su stralcio, rottamazione e sanatoria.

La tregua fiscale con stralcio, rottamazione e sanatoria

Stralcio cartelle e rottamazione quater. Sono i due interventi che il governo ha dedicato al capitolo cartelle esattoriali. Lo stralcio riguarda i debiti affidati all’agente della riscossione entro il 2015. Senza distinzioni di tipo di balzello, multa, tassa o imposta, le cartelle che sono diventate tali entro quell’anno, verranno cancellate automaticamente. il contribuente non dovrà promuovere istanza all’Agenzia delle Entrate Riscossione. Le altre cartelle, cioè tutte quelle affidate al concessionario tra il primo gennaio 2000 ed il 30 giungo 2022, che non rientrano nella cancellazione d’ufficio fino al 2015, saranno dentro la rottamazione. AL netto di sanzioni e interessi, queste cartelle dovrebbero poter essere pagate a rate. Il piano fissa in 18 rate il numero massimo concedibile. Le domande di adesione entro il 30 aprile 2023. La prima rata il 31 luglio 2023 (anche per chi paga in unica soluzione), mentre la seconda il 30 novembre 2023. Le prime due rate di importo pari al 10% cadauna dell’intero debito. Le altre rate il 28 febbraio, il 31 maggio, il 31 luglio ed il 31 novembre del 2024, 2025, 2026 e 2027. Ogni rata di importo pari al 5% del debito complessivo.

Saranno i sindaci a decidere se multe e tasse finiranno nella rottamazione o nello stralcio

Dal momento che alcune cartelle fanno riferimento a multe e tasse che un contribuente non ha pagato ai Comuni (basti pensare all’IMU o alle multe dei vigili urbani), ecco che qualcosa potrebbe cambiare rispetto alle previsioni iniziali. Le lamentele di ANCI, cioè dell’associazione dei Comuni italiani, hanno portato ad alcuni correttivi alla sanatoria che potrebbero finire con il modificarla. Per i Comuni questi crediti vantati versoi loro concittadini, oltre che rappresentare una probabile fonte di gettito, rappresentano voci attive di bilancio a prescindere dal loro incasso. Per far quadrare i conti una amministrazione comunale usa i crediti verso i cittadini come attivo di bilancio. Senza questi crediti, se molti di essi verranno stralciati d’ufficio, inevitabile che il Comune rischia di andare in passivo molto più facilmente del solito. E allora, se la rottamazione delle cartelle potrebbe essere inalterata, visto che si tratta comunque di un pagamento atteso, lo stralcio potrebbe essere lasciato alla volontà di un sindaco. Ogni Giunta di ogni Comune avrebbe la facoltà di decidere se lasciare o meno le cartelle fino al 2015 a carico dei concittadini. In pratica IMU, Tari, Tasi e multe sarebbero cancellate solo in quei Comuni dove il sindaco decide di adottare lo stralcio. Negli altri invece no. E stralcio, rottamazione e sanatoria rischiano di discriminare qualcuno.

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