esenzione tari 2025 esenzione tari 2025

Bonus sociale rifiuti: sconto del 25% sulla Tari, a chi spetta e come si ottiene

Il bonus sociale rifiuti riduce del 25% la Tari per chi ha un ISEE basso: soglie, DSU entro il 20 dicembre e quando arriva lo sconto.

Pagare la tassa sui rifiuti pesa sul bilancio di molte famiglie, ma per chi ha un ISEE basso esiste uno sconto dedicato: il bonus sociale rifiuti, che riduce del 25% la Tari o la tariffa corrispettiva. Non serve presentare domanda al Comune, ma bisogna avere una DSU valida e rispettare i tempi: sbagliare la data può far slittare lo sconto di un anno intero. Ecco come funziona, secondo le regole di ARERA, l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente.

A chi spetta lo sconto del 25%

Il bonus spetta ai nuclei familiari con un’attestazione ISEE sotto la soglia prevista. L’utenza Tari deve essere domestica e intestata a un componente del nucleo ISEE. I requisiti sono gli stessi dei bonus sociali per elettricità, gas e acqua. Le soglie indicate da ARERA sono due:

  • 9.796 euro per le famiglie con al massimo tre figli a carico;
  • 20.000 euro per le famiglie numerose, con almeno quattro figli a carico.

Lo sconto è pari al 25% della Tari: su un avviso da 200 euro, per esempio, il risparmio è di 50 euro. Se la famiglia ha più utenze Tari, lo sconto si applica solo all’immobile che corrisponde all’indirizzo di abitazione indicato nella DSU.

Come si ottiene: nessuna domanda, ma la DSU è decisiva

Il bonus è automatico: non ci sono moduli da compilare. Il nucleo deve però presentare la DSU all’INPS e ottenere un ISEE sotto soglia. I dati vengono trasmessi l’anno successivo al Sistema Informativo Integrato di Acquirente Unico e alla banca dati ANCI; poi il gestore dei rifiuti effettua le verifiche e applica lo sconto. La DSU va rinnovata ogni anno per avere il bonus anche negli anni seguenti.

Quando arriva lo sconto e la regola del 20 dicembre

Lo sconto viene applicato una volta all’anno, nell’avviso di pagamento Tari dell’anno successivo a quello della DSU, calcolato sulla spesa dell’anno della DSU. Per una DSU del 2025, ad esempio, lo sconto arriva entro giugno 2026. Se il gestore emette l’avviso dopo giugno, il bonus viene erogato con rimessa diretta tracciabile, come un bonifico.

Qui c’è la data da segnare in agenda: una DSU presentata entro il 20 dicembre dà diritto al bonus nell’anno successivo. Se invece la DSU è presentata dopo il 20 dicembre e l’ISEE viene rilasciato a gennaio, lo sconto slitta di un anno ancora. ARERA fa l’esempio di una DSU del 22 dicembre 2025 con ISEE del 3 gennaio 2026: in quel caso lo sconto arriva nel 2027.

Chi ha Tari arretrata e chi cambia casa

Il gestore può trattenere il bonus per compensare Tari non pagate in anni precedenti, ma solo se ha inviato un sollecito che indichi chiaramente il debito e l’intenzione di usare il bonus per saldarlo. Se cambi abitazione nello stesso Comune o con lo stesso gestore non ci sono problemi. Se cambia il gestore, prima del trasferimento bisogna chiudere la vecchia utenza e comunicare il nuovo indirizzo: il bonus viene poi erogato con bonifico domiciliato presso un ufficio postale.

Chi finanzia il bonus

Il bonus è finanziato dalla componente perequativa UR3, che pagano tutti gli utenti Tari: nel 2025 vale 6 euro all’anno ed è destinata al bonus del 2026, come previsto dalla delibera ARERA n. 133/2025.

Cosa fare adesso

  • controllare di avere un ISEE valido e sotto soglia;
  • presentare o rinnovare la DSU entro il 20 dicembre;
  • verificare nell’avviso Tari dell’anno successivo che lo sconto sia presente;
  • in caso di Tari arretrata, controllare se il gestore ha inviato il sollecito previsto.

Per un quadro completo degli altri aiuti consulta la nostra guida ai bonus sociali per luce, gas, acqua e rifiuti.

Fonti ufficiali

  • ARERA, pagina “Bonus sociale rifiuti”;
  • ARERA, comunicato sulla soglia ISEE di 9.796 euro per i bonus sociali;
  • ARERA, delibera 133/2025/R/rif.