Novembre si chiude con due appuntamenti che pesano sui conti di molti contribuenti: lunedì 16 novembre e lunedì 30 novembre 2026. Il primo riguarda soprattutto chi ha scelto di pagare a rate saldo e acconto delle imposte; il secondo è la data in cui si concentrano il secondo acconto, le rate delle rottamazioni e diversi versamenti di imposte sostitutive. Ecco il calendario, con le regole da tenere presenti e gli errori da evitare.
16 novembre: ultima rata per chi ha rateizzato saldo e acconto
Lo scadenzario ufficiale dell’Agenzia delle Entrate indica per il 16 novembre 2026 la sesta rata dei versamenti rateali di saldo 2025 e primo acconto 2026 per diverse imposte sostitutive. Riguarda, tra gli altri, i contribuenti in regime forfetario, chi applica il regime di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e i lavoratori in mobilità, i docenti che svolgono lezioni private e ripetizioni con imposta sostitutiva del 15% e chi versa l’imposta sostitutiva su plusvalenze e altri redditi diversi.
Per chi ha pagato in rate mensili la prima volta con la maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo, la scadenza del 16 novembre è invece la quinta rata. Le rate pagate dopo la prima prevedono interessi, indicati dallo scadenzario nella misura dell’1,50% per la sesta rata e dell’1,17% per la quinta con maggiorazione. Per i contribuenti ordinari, l’Agenzia ricorda che il pagamento rateale di saldo e primo acconto deve comunque concludersi entro il 16 dicembre dell’anno di presentazione della dichiarazione.
Il 16 novembre cade inoltre il versamento, per i datori di lavoro, dell’imposta sostitutiva sui premi di produttività erogati nel mese precedente, e la terza rata dell’imposta sostitutiva del 16% dovuta per la rivalutazione di terreni, partecipazioni, titoli e quote posseduti all’1 gennaio 2024.
30 novembre: la giornata più affollata
Il 30 novembre è il termine per la seconda o unica rata di acconto 2026 di Irpef, Irap e delle imposte sostitutive collegate. Secondo l’Agenzia delle Entrate, l’acconto Irpef è dovuto se l’imposta dichiarata, al netto di detrazioni, crediti, ritenute ed eccedenze, supera 51,65 euro. Se l’acconto è inferiore a 257,52 euro si paga in un’unica soluzione entro il 30 novembre; se è pari o superiore a 257,52 euro si versa in due rate, la prima del 40% con il saldo e la seconda del restante 60% a novembre. L’acconto di novembre non può essere rateizzato: va pagato in unica soluzione con il modello F24.
Chi prevede di dichiarare nel 2027 un’imposta più bassa, per redditi in calo o oneri maggiori, può calcolare l’acconto sul dato previsionale, con il rischio però di sanzioni se la stima si rivela troppo ottimistica. Per i dettagli sul calcolo trovi la nostra guida al secondo acconto Irpef del 30 novembre 2026.
Nella stessa giornata scadono la seconda o unica rata dell’acconto Irap, quella delle imposte sostitutive del regime forfetario, del regime di vantaggio e dei docenti con lezioni private, la prima rata dell’imposta sostitutiva per la rivalutazione di terreni e partecipazioni all’1 gennaio 2026 e la seconda rata per quella riferita all’1 gennaio 2025. Per le partite IVA c’è anche la comunicazione delle liquidazioni periodiche IVA del terzo trimestre 2026.
30 novembre: le rate delle rottamazioni
Il calendario di Agenzia delle entrate-Riscossione indica per il 30 novembre tre pagamenti:
- la terza rata della Rottamazione-quinquies;
- la 14ª rata della Rottamazione-quater;
- la 6ª rata della Riammissione alla Rottamazione-quater.
Lo stesso calendario segnala che il 31 ottobre era scaduta la 13ª rata della Rottamazione-quater per i soggetti del cosiddetto Decreto Alluvione. Per chi salta una rata della quinquies le conseguenze sono pesanti: ne abbiamo parlato nell’articolo su cosa succede se si salta una rata e come si perde la definizione, mentre il quadro generale è nella guida alla nuova rottamazione delle cartelle.
Attenzione alla data: verifica sempre sul sito della Riscossione, nella tua area riservata, importo e scadenza di ogni singola rata, perché il piano personale è quello che fa fede. Per pagare si può usare il servizio online indicato nel calendario ufficiale oppure gli altri canali previsti dalla comunicazione ricevuta.
Cinque cose da fare prima delle scadenze
- controllare nel prospetto dell’ultima dichiarazione se l’acconto è dovuto e a quanto ammonta;
- confrontare, se il reddito è in calo, acconto storico e previsionale;
- preparare i modelli F24 per le rate di forfetari e imposte sostitutive;
- verificare nell’area riservata della Riscossione le rate di rottamazione in scadenza il 30 novembre;
- segnare in agenda il 15 dicembre per la domanda di rottamazione dei tributi locali, dove il Comune ha aderito: trovi tutto nella nostra guida alla domanda entro il 15 dicembre.
Fonti ufficiali
- Agenzia delle Entrate, Scadenzario fiscale, scadenze del 16 e del 30 novembre 2026;
- Agenzia delle Entrate, “Come si paga l’Irpef” (aggiornamento del 12 marzo 2026);
- Agenzia delle entrate-Riscossione, “Le prossime scadenze delle Definizioni agevolate”.