La rottamazione-quinquies è arrivata anche per le cartelle di Comuni e Regioni, ma quanto si risparmia davvero? La risposta cambia a seconda che il debito sia un tributo o una sanzione amministrativa come una multa stradale. Le regole sono quelle dell’articolo 10-quinquies del DL n. 38/2026, spiegate da Agenzia delle entrate-Riscossione. La domanda va presentata entro il 15 dicembre 2026.
Che cosa rientra
La misura riguarda i debiti, sia tributari sia non tributari, affidati all’Agente della riscossione da Regioni ed enti locali dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023. Sono esclusi i debiti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei conti. Condizione indispensabile è che l’ente abbia adottato un provvedimento di applicazione della misura entro il 31 luglio 2026: senza quel provvedimento le sue cartelle non possono essere rottamate.
Che cosa si paga e che cosa no
Il contribuente può estinguere i debiti versando solo il capitale e le somme maturate a titolo di rimborso spese per le procedure esecutive e di diritti di notifica. Non sono dovuti gli interessi iscritti a ruolo, le sanzioni, gli interessi di mora e l’aggio di riscossione. Per un tributo comunale vecchio di anni, su cui si sono accumulati sanzioni e interessi, il risparmio può essere significativo.
Il caso delle multe stradali
Per le sanzioni amministrative, comprese quelle per violazioni del Codice della strada, diverse da quelle irrogate per violazioni tributarie, la regola è diversa: non si pagano gli interessi, comprese le maggiorazioni previste dalla legge 689/1981, gli interessi di mora, quelli di rateizzazione e l’aggio. La sanzione di base, invece, resta dovuta. Una multa rottamata costa quindi meno, ma non si azzera.
Chi può rientrare anche se era decaduto
Rientrano nella misura anche i carichi già interessati dalle prime tre rottamazioni, per i quali il contribuente è decaduto dal beneficio, e quelli della rottamazione-quater o della riammissione alla rottamazione-quater se al 30 settembre 2025 non risultano regolarmente versate tutte le rate scadute. Restano invece fuori i debiti inseriti in piani della rottamazione-quater o della riammissione per i quali, a quella data, tutte le rate scadute erano state regolarmente versate.
Quanto costa dilazionare
Si può pagare in un’unica soluzione entro il 31 marzo 2027 oppure in massimo 54 rate bimestrali di pari importo, in nove anni, con un minimo di 100 euro a rata. Nel pagamento rateale si applicano interessi del 3% annuo dal 1° aprile 2027. Per il 2027 le rate successive alla prima scadono il 31 maggio, il 31 luglio, il 30 settembre e il 30 novembre; dagli anni successivi il 31 gennaio, il 31 marzo, il 31 maggio, il 31 luglio, il 30 settembre e il 30 novembre.
Conviene sempre?
Dipende dal peso degli accessori sulla cartella e dalla propria capacità di rispettare le scadenze: saltare le rate fa perdere il beneficio, con le regole spiegate in cosa succede se salti una rata per la misura statale. Prima di decidere è utile confrontare le alternative, descritte in quando conviene rateizzare o rottamare. La panoramica completa delle scadenze è nell’articolo sulla rottamazione dei tributi locali.
Fonti ufficiali: Agenzia delle entrate-Riscossione, pagine “Definizione agevolata (Rottamazione-quinquies enti territoriali)”; art. 10-quinquies del DL n. 38/2026, convertito dalla Legge n. 88/2026 e modificato dalla Legge n. 113/2026.