Naspi, spetta dopo un contratto a termine?

Dopo la scadenza di un contratto a tempo determinato si ha diritto all’indennità di disoccupazione Naspi?

La Naspi è l’indennità di disoccupazione riconosciuta ai lavoratori dipendenti che hanno perduto involontariamente il lavoro e che sono in possesso di specifici requisiti contributivi.

Cerchiamo di capire, quindi, quando la Naspi spetta dopo un contratto a termine.

Naspi dopo contratto a termine

Rispondiamo al dubbio di una lettrice di Pensioniefisco.it che ci scrive per chiedere informazioni sull’eventuale diritto all’indennità di disoccupazione.

Gentilmente desidererei sapere se dopo un contratto a termine si ha diritto alla Naspi.Grazie e buona serata.

La Naspi spetta ai lavoratori dipendenti che hanno perduto involontariamente il lavoro, e quindi nel caso di: licenziamento, anche per giusta causa, dimissioni per giusta causa, scadenza contratto a termine.

La scadenza del contratto a termine, infatti, rientra nelle casistiche di disoccupazione involontaria.

Al di là di quelle che sono le motivazioni dello stato di disoccupazione, in ogni caso, il lavoratore deve essere in possesso di specifici requisiti contributivi per poter accedere al beneficio.

E’ necessario, infatti, possedere almeno 13 settimane di contributi versati nei 4 anni precedenti lo stato di disoccupazione (si considerano anche quelli versati con contratti di lavoro precedenti e non solo i contributi versati con l’ultimo rapporto di lavoro) ed almeno 30 giornate di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti la presentazione della domanda.

Dopo un contratto a termine, quindi, in teoria la Naspi spetta, ma in pratica se non si rispettano i requisiti contributivi sopra descritti la domanda di disoccupazione non potrà essere accolta.

Facciamo un esempio: un lavoratore ha come primo impiego un contratto a tempo determinato di 2 mesi. Prima di allora non ha mai lavorato. La Naspi non spetta perchè, pur rispettando il requisito dei 30 giorni lavorativi nei 12 mesi precedenti, non è in possesso di almeno 13 settimane di contributi versati nei precedenti 4 anni.

Facciamo un altro esempio: un lavoratore dopo 2 anni di contratto a tempo indeterminato si dimette per accettare un lavoro e tempo determinato di 2 mesi. In questo caso la Naspi spetta perchè viene rispettato sia il requisito dei 30 giorni lavorativi nell’anno precedente che quello delle 13 settimane di contributi versati nei 4 anni precedenti.

Per dubbi e domande è possibile scrivere a: info@pensioniefisco.it
I nostri esperti provvederanno a dare una risposta al tuo quesito in base all’originalità.

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