La legge di Bilancio 2026 ha dato alle pensioni un anno di relativa stabilità, ma con diverse porte che si chiudono e un 2027 che porta nuovi aumenti dei requisiti. Questa guida riassume, sulla base della circolare INPS n. 19 del 25 febbraio 2026 e delle schede dell’Istituto, che cosa vale oggi e cosa cambia dal 1° gennaio prossimo.
Requisiti nel 2026, 2027 e 2028
Nel 2026 la pensione di vecchiaia resta a 67 anni con 20 anni di contributi, mentre per la pensione anticipata ordinaria servono 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne. Dal 2027 torna l’adeguamento alla speranza di vita, come indicano le schede INPS:
- vecchiaia: 67 anni e 1 mese nel 2027, 67 anni e 3 mesi nel 2028;
- anticipata, uomini: 42 anni e 11 mesi nel 2027, 43 anni e 1 mese nel 2028;
- anticipata, donne: 41 anni e 11 mesi nel 2027, 42 anni e 1 mese nel 2028;
- vecchiaia contributiva (dopo il 1995, con 5 anni di contributi): 71 anni e 1 mese nel 2027.
Restano fuori dall’aumento le categorie previste dalla legge, come lavori usuranti, attività gravose e lavoratori precoci.
Misure chiuse: Quota 103 e Opzione donna
La circolare INPS n. 19 chiarisce che non sono state prorogate né Quota 103 né Opzione donna: restano accessibili solo a chi ha maturato i requisiti rispettivamente entro il 31 dicembre 2025 e il 31 dicembre 2024. Quota 103 richiedeva 62 anni di età e 41 anni di contributi. Per chi aveva già i requisiti c’è l’incentivo a restare al lavoro, di cui parliamo più sotto.
Ape sociale: proroga fino al 31 dicembre 2026
L’Ape sociale è prorogata fino al 31 dicembre 2026 con requisiti invariati: 63 anni e 5 mesi di età e incumulabilità con i redditi da lavoro, tranne il lavoro autonomo occasionale entro 5.000 euro lordi l’anno. Le domande di riconoscimento delle condizioni si possono presentare entro il 30 novembre 2026. La guida completa è in Pensione con 30 anni di contributi nel 2026.
Aiuti ai pensionati con redditi bassi
Per sostenere i pensionati in difficoltà economica, la legge aumenta di 20 euro mensili l’incremento della maggiorazione sociale e alza di 260 euro annui il limite di reddito per accedervi. Per chi ne è già titolare, il beneficio viene riconosciuto automaticamente. Per il 2026 la perequazione provvisoria è dell’1,4% e il trattamento minimo è di 611,85 euro al mese, secondo la circolare INPS n. 153 del 19 dicembre 2025.
Incentivo a restare al lavoro
L’incentivo al posticipo del pensionamento viene esteso ai lavoratori dipendenti che maturano entro il 31 dicembre 2026 i requisiti per la pensione anticipata ordinaria, cioè 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne e 42 anni e 10 mesi per gli uomini.
Stretta sulle rendite integrative
Viene abrogata la norma, introdotta dalla legge di bilancio 2025, che consentiva di computare le rendite della previdenza complementare per raggiungere la soglia minima richiesta nel sistema contributivo. Il tema pesa soprattutto su chi punta all’uscita a 64 anni: ne parliamo nella guida alla pensione a 64 anni.
Dal 2027: coefficienti e nuova manovra
Con il decreto direttoriale del 16 ottobre 2026 il Ministero del Lavoro ha aggiornato i coefficienti di trasformazione dal 1° gennaio 2027: a 64 anni il coefficiente sarà del 5,009%, a 67 anni del 5,514%. Il confronto tra uscire nel 2026 o nel 2027 è in questa guida. Intanto la manovra 2027, approvata dal Consiglio dei ministri il 28 ottobre, è in Parlamento: il calendario è in Manovra 2027 in Parlamento e le misure sono raccolte nella guida alla legge di Bilancio 2027.
Questa guida ha finalità informative: prima di decidere dimissioni o domande conviene controllare l’estratto conto contributivo sul sito INPS e chiedere una simulazione a un patronato.
Fonti ufficiali
- INPS – Legge di bilancio 2026: le novità sulle pensioni (circolare n. 19 del 25 febbraio 2026)
- INPS – Pensione anticipata (scheda del servizio, aggiornata al 12 giugno 2026)
- INPS – Pensione di vecchiaia
- INPS – Pensioni 2026: i nuovi importi e le date di pagamento
- Ministero del Lavoro – Coefficienti di trasformazione dal 1° gennaio 2027