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Pensione a 64 anni nel 2026: chi può andarci, importo minimo, requisiti e alternative

Guida aggiornata alla pensione a 64 anni nel 2026: la via contributiva con soglia di importo, Ape sociale, misure chiuse e novità attese dalla manovra.

Andare in pensione a 64 anni nel 2026 è possibile, ma solo per una platea ristretta: chi ha cominciato a versare contributi dal 1° gennaio 1996 e supera una soglia minima di importo. Le altre vie che negli anni scorsi portavano a quest’età, come Quota 102, sono chiuse, e Quota 103 vale solo per chi ha maturato i requisiti entro il 2025. In questa guida, che sostituisce e aggiorna i nostri vecchi articoli sul tema, trovi in ordine ciò che vale davvero oggi. Se ti interessa anche l’uscita due anni prima, leggi la guida alla pensione a 62 anni nel 2026.

La via principale: la pensione anticipata contributiva a 64 anni

È l’unico canale ordinario che consente di lasciare il lavoro a 64 anni. Secondo la scheda INPS sulla pensione anticipata, aggiornata a giugno 2026, possono chiederla i lavoratori che hanno il primo versamento dal 1° gennaio 1996 e che rientrano quindi nel calcolo interamente contributivo. Servono insieme:

  • età: 64 anni fino al 2026, 64 anni e 1 mese nel 2027, 64 anni e 3 mesi nel 2028;
  • contributi effettivi: almeno 20 anni fino al 2026, 20 anni e 1 mese nel 2027, 20 anni e 3 mesi nel 2028, con esclusione della contribuzione figurativa;
  • importo della prima rata non inferiore a 3 volte l’assegno sociale mensile.

Il diritto alla prima decorrenza utile si ottiene dopo tre mesi dalla maturazione dei requisiti, la cosiddetta finestra. Per ottenere la pensione serve la cessazione del rapporto di lavoro dipendente; per gli autonomi non è richiesta la cessazione dell’attività.

La soglia di importo: quanto deve valere la pensione

L’ostacolo vero è l’importo. L’INPS indica l’assegno sociale 2026 in 546,24 euro al mese per 13 mensilità. Applicando le regole della scheda, la prima rata deve quindi essere di almeno:

  • circa 1.639 euro al mese (3 volte l’assegno sociale) per la generalità dei lavoratori;
  • circa 1.529 euro (2,8 volte) per le donne con un figlio;
  • circa 1.420 euro (2,6 volte) per le donne con due o più figli.

Sono calcoli sulla base dell’importo INPS e vanno intesi come ordine di grandezza. Chi ha carriere discontinue o stipendi bassi può avere l’età e i 20 anni di versamenti ma non raggiungere la soglia: in quel caso deve attendere la pensione di vecchiaia. Fino a quando non matura i requisiti della vecchiaia, inoltre, la pensione anticipata contributiva non può superare 5 volte il trattamento minimo annuo, cioè circa 3.059 euro lordi al mese sul minimo 2026 di 611,85 euro.

Niente rendite del fondo pensione per arrivare alla soglia. La legge di bilancio 2025 aveva introdotto la possibilità di computare le rendite della previdenza complementare per raggiungere l’importo minimo richiesto. La legge di bilancio 2026 ha abrogato quella norma, come ricorda l’INPS nella circolare n. 19 del 25 febbraio 2026: oggi conta solo la pensione liquidata.

Un esempio per capire l’ordine di grandezza del montante: dal 1° gennaio 2027 il coefficiente di trasformazione a 64 anni sarà del 5,009%, secondo il decreto direttoriale del 16 ottobre 2026 del Ministero del Lavoro. Per una pensione di circa 21.300 euro lordi l’anno, pari a 1.639 euro per 13 mensilità, occorrerebbe un montante contributivo di circa 425.000 euro. È una stima illustrativa che non tiene conto dell’adeguamento della soglia e di altre variabili: la simulazione personale va chiesta all’INPS o a un patronato.

Chi ha contributi prima del 1996

Se hai anche solo un contributo versato prima del 1° gennaio 1996 la pensione anticipata contributiva a 64 anni non è per te. Le strade sono due: la pensione anticipata ordinaria, senza limiti di età, con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne fino al 2026, oppure la pensione di vecchiaia a 67 anni (67 anni e 1 mese dal 2027) con almeno 20 anni di contributi. Per chi ha esattamente 20 anni di versamenti trovi il quadro nella guida pensione con 20 anni di contributi nel 2026.

Le altre strade intorno ai 64 anni

Ape sociale. È l’unica misura che consente di uscire a 63 anni e 5 mesi, quindi anche a 64, ma è riservata a disoccupati, caregiver, invalidi civili almeno al 74% e addetti a lavori gravosi. Servono 30 anni di contributi (36 per i gravosi, 32 per alcune categorie edili) e l’indennità arriva fino a 1.500 euro al mese, senza rivalutazione, fino alla pensione di vecchiaia. Secondo la circolare INPS n. 19 del 25 febbraio 2026 è prorogata fino al 31 dicembre 2026, con domande di riconoscimento delle condizioni entro il 31 marzo, il 15 luglio e, comunque, il 30 novembre 2026. Il dettaglio è in Ape sociale 2026: domanda entro il 30 novembre e, per le ipotesi di proroga, in Ape sociale, la manovra la proroga al 2027.

Lavoratori usuranti, precoci e invalidi. Per i lavori usuranti, i precoci con 41 anni di contributi e i lavoratori con invalidità pensionabile almeno all’80% valgono regole specifiche e requisiti propri: le trovi riassunte nella guida ai 62 anni citata sopra.

Le misure chiuse

  • Quota 102 (64 anni di età e 38 di contributi): vale solo per chi ha maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2022;
  • Quota 103 (62 anni di età e 41 di contributi): secondo la circolare INPS n. 19/2026 vi può accedere solo chi ha maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2025;
  • Opzione donna: solo per chi ha i requisiti maturati entro il 31 dicembre 2024.

La novità attesa: la flessibilità a 64 anni per i contributivi

La manovra 2027 stanzia un fondo da 850 milioni di euro per rafforzare la flessibilità in uscita di chi accede alla pensione con il sistema contributivo. Il comunicato del Governo non indica i requisiti: secondo le ricostruzioni, si parlerebbe di 64 anni di età con 36 anni di contributi, ma sono dati non confermati e le regole saranno fissate da un provvedimento successivo atteso a gennaio. Oggi quindi nessuno può presentare domanda. Cosa sappiamo e cosa no lo spieghiamo in Pensione contributiva, il fondo da 850 milioni e nel punto politico Quota 64, il confronto nella maggioranza.

Cosa cambia nel 2027

Dal 1° gennaio 2027 i requisiti salgono di un mese per l’adeguamento alla speranza di vita, e si aggiornano i coefficienti di trasformazione. Per chi può scegliere tra uscire a fine 2026 o nel 2027, il confronto sui numeri è nella guida Pensione nel 2026 o nel 2027?.

Come procedere

  1. Controlla nell’area riservata INPS l’estratto conto contributivo e verifica di non avere versamenti prima del 1996.
  2. Accertati di avere almeno 20 anni di contribuzione effettiva, senza contare quella figurativa.
  3. Chiedi una simulazione dell’importo della prima rata e confrontala con la soglia di circa 1.639 euro.
  4. Valuta il costo dell’uscita anticipata e il confronto con la pensione di vecchiaia.
  5. Presenta la domanda online all’INPS con SPID, CIE o CNS, oppure tramite patronato o Contact Center (803 164 da fisso, 06 164 164 da mobile).

Le regole possono cambiare con la manovra per il 2027, ancora in discussione in Parlamento: aggiorneremo la guida appena saranno approvate novità ufficiali.

Fonti ufficiali