Riforma pensioni: l’agghiacciante ipotesi di Elsa Fornero

Elsa Fornero dice la sua sulla riforma pensioni e la sua ipotesi è durissima. Vediamo le sue agghiaccianti parole.

Elsa Fornero

Il dibattito sulla riforma pensioni, interrotto dall’emergenza sanitaria per l’epidemia di coronavirus sta riprendendo.

A questo proposito hanno molto fatto discutere le agghiaccianti ipotesi messe in campo dall’ex ministro del Lavoro Elsa Fornero, già autrice della legge previdenziale attualmente in vigore che ha inasprito pesantemente le condizioni di pensionamento degli italiani.

Riforma pensioni, le ipotesi della Fornero

Elsa Fornero ha dichiarato che la quota 100 è stata una deviazione, un errore che va corretto quanto prima.

L’ex ministro non parla solo della riforma pensioni ma anche del recente accordo sottoscritto per accedere ai fondi europei con il recovery fund.

Per la Fornero i soldi europei non vanno assolutamente utilizzati per la previdenza o per permettere ulteriori anticipi pensionistici ma per rilanciare l’economia del Paese investendo, soprattutto sui giovani.

Il pensiero della Fornero è chiaro: riceveremo molti soldi ma non andranno sprecati per permettere l’anticipo pensionistico:

L’Europa ci chiede di fare attenzione a come spendiamo i soldi. Cosa vuol dire? Vuol dire spendere per il futuro, spendere per i giovani. Vuol dire abbandonare le abitudini del passato, che implicavano che noi spendessimo soprattutto per il sistema pensionistico e i pensionamenti anticipati.

Sulla quota 100 il durissimo attacco dell’ex ministro è chiaro:

C’è una misura, che è Quota 100, che rappresenta una deviazione importante rispetto alle riforme che sono state fatte nel passato, inclusa quella che porta il mio nome. Quella deviazione è un percorso pericoloso, non sostenibile nel tempo. Quindi dovete ritornare sulla strada della sostenibilità.

Per Elsa Fornero è necessario pensare a percorsi scolastici più lunghi incentivando le lauree visto che l’Italia ha il uno dei tassi di laureati più bassi d’Europa. Ma non solo per questo, permanendo più a lungo nel sistema scolastico permette di iniziare a lavorare più tardi andando a sopportare, poi, l’innalzamento dell’età pensionabile dovuta all’adeguamento all’aspettativa di vita:

Noi dobbiamo studiare di più, e poi fare un percorso lavorativo un po’ più lungo del passato perché la nostra aspettativa di vita si è allungata. Naturalmente, questo non vuol dire fare di ogni erba un fascio. Esistono categorie di lavori considerati usuranti ai quali si può e si deve pensare.