Pensione quota 102 e quota 41, quanto si perderebbe?

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L’ultimo incontro tra governo e parti sociali del 14 ottobre ha avuto come tema predominante la proroga dell’Ape sociale e dell’opzione donna.  In ogni caso la legge di Bilancio dovrà dare anche una previsione di quelle che saranno le misure flessibili che andranno a sostituire la quota 100 alla sua scadenza.

Quota 102

Tra le misure più gettonate tra quelle che potrebbero andare a sostituire la quota 100 senza alcun dubbio c’è la quota 102, una sorta di quota 100 che richiede, però, 64 anni  con 38 anni di contributi.

Ma la quota 102, a differenza della quota 100, prevede penalizzazione tra 2,8 e 3% del montante contributivo per ogni anno di anticipo rispetto ai 67 anni necessari per la pensione di vecchiaia.

Una sforbiciata sull’assegno previdenziale di un massimo 15%. L’anticipo di un anno rispetto ai 67 anni, secondo le elaborazione degli esperti, porterebbe ad una riduzione del 4% dell’assegno, ma per chi anticipa di 3 anni ed 8 mesi il taglio potrebbe arrivare anche al 15% della pensione spettante.

Pensione quota 41

L’altra grande pensione che potrebbe sostituire la quota 100 è la quota 41 per tutti (una misura che ad oggi è accessibile solo ai lavoratori precoci che rispondono a determinati requisiti).

I sindacati stanno chiedendo che si aprano le porte della quota 41 anche ai lavoratori fragili, ovvero coloro più soggetti a conseguenze serie in caso di contagio da Coronavirus.

Quali sono i lavoratori che potrebbero accedere? Malati immunodepressi, riceventi in attesa di trapianto, diabetici, cardiopatici e pazienti in dialisi. Ma la misura sarebbe aperta anche per chi è inidoneo al alvoro oppure per chi è stato licenziato per superamento del periodo di comporto.